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Nato e cresciuto (evidentemente) a Roma, quasi 50 anni fa.
Scopro recentemente la mia vocazione di poeta romanesco,
iniziando a scrivere versi con lo pseudonimo di “Er còre parla”.
Amante appassionato dell’ironia dei romani mi tuffo ogni giorno,
come milioni di loro, in quest’assurdo e irrinunciabile mare.
“Una parte de me ha deciso de vive, ha preso la penna e s’è messa a scrive”.
Questi versi, tratti da una delle mie prime poesie, descrivono perfettamente
ciò che mi è accaduto: dopo anni passati ad ammirare e a trascrivere
frasi che avrei voluto e potuto scrivere io, ora è il mio turno.
L’ho capito una sera d’estate, fermo in un parcheggio,
scrivendo la mia prima poesia, “L’artalena”.
Un argine stava cedendo, e molte altre l’hanno seguita.
Credevo che quelle parole fossero soltanto mie ma le emozioni parlano a tutti
ed ho deciso di condividerle. Sono istantanee del mio mondo interiore,
pronte lì da chissà quanto.
“Chiedo venia, so’ così, solo questo posso di’”.
Una frase di è Pierangelo Bertoli dice tutto:
“Riempirò i bicchieri del mio vino, non so com’è però vi invito a berlo”.
La mia vendemmia è durata tutta la vita e questo è il risultato.
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Er còre parla
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